Vetturini e giardiniere a Gorizia

La nascita del trasporto urbano

Nel 1860 nasce la stazione ferroviaria "Meridionale" di Gorizia, posizionata all’epoca un po' lontana dal centro cittadino

L’arrivo della Ferrovia porta un progressivo ingrandimento della città e, di conseguenza, sorge l’esigenza di un trasporto urbano. Per questa ragione si sviluppa in quegli anni un regolare servizio di carrozze da piazza conosciute con il nome di “vetturini“, servizio che però si avvicina più a quello che oggi è il taxi piuttosto che a un vero e proprio trasporto urbano, cioè con percorsi fissi e a orario prestabilito.

Il relativo regolamento entra in vigore il 1° aprile 1869, a seguito dell’approvazione del Consiglio Comunale, e ha il compito, inoltre, di stabilire i luoghi e tempi di stazionamento.

Si tratta, tuttavia, di un mezzo piuttosto caro e dunque non accessibile alla maggior parte dei cittadini: per un giro di un quarto d’ora si paga 25 soldi, mentre per raggiungere Merna, Aidussina o Vertoiba, tutte località poste ben fuori dall’ambito cittadino, il costo è di 1 fiorino partendo dalla stazione meridionale.

Si rende perciò necessario istituire un trasporto urbano più economico e meno d’élite

Per questo motivo, nell’estate del 1872, nasce un servizio di vetture aperte, trainate da due cavalli e in grado di trasportare fino a 15 persone, che prende il nome di “giardiniere“.

Inizialmente, questi mezzi vengono utilizzati per gite fuori porta e di piacere, ma ben presto cominciano ad essere impiegate nel servizio di collegamento tra la stazione “Meridionale” e il resto della città.

Il regolamento su cui si basano è quello approvato dal Comune, tuttavia, a differenza dei vetturini, le giardiniere sono gestite da privati. Grazie alla loro considerevole capacità di posti a sedere, esse sono considerate i precursori dei moderni autobus.

Restano in attività in ambito urbano fino al 1908, anno in cui la città di Gorizia viene provvista di un servizio tranviario a trazione elettrica; mentre come trasporto turistico sopravvivono fino al primo dopoguerra.