Dall’inizio delle ostilità iniziano progressivamente le restrizioni, la scarsità di carburante e di pneumatici costringe le ditte esercenti i servizi automobilistici
a un notevole ridimensionamento dell’offerta. Tutti i collegamenti istituiti con finalità turistiche o paralleli a linee ferroviarie vengono sospesi.
Il conflitto porta anche alla riduzione dei pochi mezzi ancora disponibili, purtroppo soggetti a requisizioni o distrutti.
A conclusione della Seconda guerra mondiale i confini risultano ridisegnati e così anche quelli del territorio goriziano. Ne soffrono molto sia l’economia della città, sia la società automobilistica S.A. Ing. F. Ribi & C. di Gorizia.
Gorizia si trova a dover fronteggiare la perdita di buona parte del territorio provinciale. Il nuovo confine tra l’Italia e la Jugoslavia divide in due la città, tagliando i collegamenti tra Gorizia, il Carso e la valle del fiume Isonzo, che fino ad allora costituivano buona parte dei servizi automobilistici della Provincia.
La linea 1, principale collegamento cittadino, pur non troncata dal nuovo confine, non serve più la stazione ferroviaria della “Transalpina”, che è rimasta completamente in territorio jugoslavo e separata da Gorizia con un reticolato di filo spinato invalicabile; con questa divisione, scompare del tutto il traffico viaggiatori aventi la citata stazione quale punto di interscambio.
Nel 1954, in un contesto così complicato e dispendioso, la “Ribi” rinuncia a gestire la rete urbana della città mentre continua a gestire i collegamenti extraurbani, a quel tempo ancora redditizi.
I contributi richiesti dalla Società S.A. Ing. F. Ribi & C. al Comune crescono di anno in anno e per tali ragioni nel 1955 viene promossa una gara d’appalto per la gestione del servizio urbano. La concessione viene assegnata all’Azienda Trasporti Automobilistici (A.T.A. – collegata alla ditta A.S.T.A.R. di Trieste), che offre un parco rotabili di qualità, tutti veicoli nuovi di costruzione Macchi con motorizzazione tedesca Büssing, dodici del tipo 4000T, a guida avanzata e tre del tipo TU7, più grandi e ugualmente a guida avanzata. L’A.T.A. offre quattro linee urbane e una breve linea extraurbana con una frequenza superiore alle 6 corse all’ora e gestirà il trasporto urbano solamente fino al 1964, in quanto la gestione di una rete urbana in una città di piccole dimensioni come Gorizia non è facile vista l’utenza scarsa e l’aumento continuo dei costi. Neanche i vari aggiustamenti della rete, allo scopo di renderla più funzionale e meno onerosa, danno grandi risultati. Così nei primi anni sessanta, anche l’A.T.A. si trova costretta ad abbandonare il servizio, ma non è immaginabile che una città come Gorizia sia priva di una rete di trasporto pubblico urbano.
Viene pertanto costituita la A.T.G. (Azienda Trasporti Goriziani), un’azienda mista tra il Comune di Gorizia e la vecchia “Ribi”, che gestisce le linee urbane con i mezzi di provenienza A.T.A. per un paio d’anni.
Nonostante questi accorgimenti appare ben chiaro che solo con l’esercizio diretto da parte del Comune, la città di Gorizia può permettersi un sistema di linee urbane con autobus. Così, dopo quasi un trentennio, le linee di trasporto urbano ritornano in mano pubblica e vengono affidate alle Aziende Municipalizzate, come era accaduto per il tram. Nel 1969 la città si trova ad avere uno scadente trasporto urbano, caratterizzato da un’insufficienza di linee e da una bassa frequenza; manca un adeguato collegamento tra le zone della città, in modo particolare per le frazioni più decentrate. Per questi motivi il Comune decide di assumersi l’onere economico di dotare Gorizia di un trasporto urbano di qualità, sviluppando i percorsi, aumentando la frequenza delle linee, mantenendo una tariffazione accessibile a tutti e immettendo dodici autobus di nuova costruzione, tutti con motorizzazione FIAT.
Nel 1969 le linee urbane sono 6, per un totale di 72,3 km di lunghezza d’esercizio:
Immagine 40. Fonte: archivio Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia
Immagine 41. Fonte: archivio Mostra “Prossima Fermata…” 2008 – APT Gorizia
Immagine 42. Fonte: archivio Mostra “Prossima Fermata…” 2008 – APT Gorizia
Immagine 43. Fonte: Pinat Giacomo
Immagine 44. Fonte: arch. Giancarlo Marchi
Immagine di copertina: confine provvisorio Italia-Jugoslavia valico della “Casa Rossa”, 1957. Fonte: Degrassi Francesco